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LA STELLA DI BETLEMME AFFASCINA. Per due millenni, credenti, detrattori e curiosi si sono meravigliati al resoconto biblico della Stella. La Scrittura narra di eventi astronomici insoliti, se non impossibili, accaduti alla nascita di Cristo. Per molti scettici, il resoconto della Stella è facilmente liquidabile come mito; per molti credenti, invece, si tratta di un mistero accettato sulla base della fede. Ma cosa accade se si mettono insieme le attuali conoscenze storiche e i fatti astronomici e li si valuta con una mente aperta? Giudicate voi stessi...

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Come mai la si 'scopre' solo oggi?
Le stelle e la Bibbia
Le nove caratteristiche della Stella di Cristo
Che cos'era la Stella di Betlemme?

 > Come mai la si 'scopre' solo oggi?

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Se la Stella fu un evento reale e storico, perché soltanto oggi ne possiamo avere le prove? Perché non è una cosa risaputa? Alcuni minuti spesi a riflettere su queste cose renderanno più intensa la vostra esperienza e la vostra comprensione di ciò che imparerete su questo sito. Daremo uno sguardo ai tre fattori più importanti che conducono alla moderna riscoperta della Stella: la scoperta del movimento del sistema solare fatta da Keplero, la nostra attuale migliore conoscenza della storia del primo secolo e la diffusione dei computer.

La scoperta di Keplero. Johannes Kepler (1571-1630) fu una delle più grandi menti matematiche della storia umana (1). Come Arthur Koestler scrisse in I sonnambuli - Storia delle concezioni dell'Universo, "Keplero e Galileo furono i due giganti sulle cui spalle poggiò Newton." Tedesco di nascita, Keplero cominciò la sua carriera professionale a Graz, in Austria, insegnando matematica. Le sue opinioni, nell'ambito dei contrasti fra protestanti e cattolici di allora, gli costarono l'allontanamento da Graz dopo pochi anni, ma questo cooperò in realtà al suo bene.

Il motivo è che al tempo del suo esilio, il serio ventottenne borghese Keplero aveva attirato l'attenzione di un certo Tycho Brahe (1546-1601). A parte le loro spiccate doti matematiche, i due uomini avevano poco in comune. Brahe era un ricco, eccentrico, aristocratico e arrogante nobile danese, festaiolo incallito, che ricopriva l'incarico di matematico imperiale a Praga. Era anche noto come il "principe degli astronomi" per l'accuratezza senza precedenti della sua vasta raccolta di osservazioni astronomiche. E forse era anche un mezzo folle. Avendo perso il naso in un duello ai tempi della scuola, Brahe fece perfino meglio dell'odierna moda del piercing, facendosi modellare un naso 'di ricambio' d'oro e argento, che portò per il resto della sua vita.

Brahe invitò l'espulso Keplero a Praga a collaborare a uno studio sul sistema solare, all'epoca ancora scarsamente compreso, tanto che molti continuavano a ritenere i pianeti delle "stelle erranti". Entrambi erano persone brillanti ed entusiaste di poter svelare il mistero del moto planetario, ma erano così diverse nel temperamento che stavano insieme come cane e gatto. Il rapporto professionale era farcito di battaglie verbali e porte sbattute. Il conflitto di personalità veniva acuito dall'intento di Brahe di rimanere l'astronomo leader, al punto che questi non consentiva a Keplero pieno accesso al proprio archivio di osservazioni; anzi, per mantenere un controllo diretto, gli passava i dati col contagocce. Quando però Brahe, a causa di un problema alle vie urinarie, morì improvvisamente nel 1601, Keplero si trovò promosso alla posizione del suo maestro, divenendo matematico imperiale con pieno accesso all'archivio di Brahe. E questo cambiò tutto.

Keplero si propose di dimostrare che i pianeti si muovono in orbite solari perfettamente circolari. Ciò presentava una bellezza matematica che lo attraeva in modo speciale; ma, per quanto si sforzasse, non riusciva a far collimare la matematica delle orbite circolari con quello che vedeva nel cielo ogni notte. I meticolosi dossier di Brahe si rivelarono inoltre inconsistenti con la teoria del movimento circolare. In un'improvvisa ispirazione, Keplero intuì che i pianeti forse si muovevano in orbite ellittiche, trovando così il perfetto modello matematico. Nel 1609 pubblicò la Prima e la Seconda Legge del Moto Planetario e, dieci anni dopo, la Terza Legge. (2). Ancora oggi queste sono applicate dagli astronomi, dalla NASA, dall'Agenzia Spaziale Europea e da chiunque studi le stelle. Sono leggi che non cambiano.

Con i suoi nuovissimi strumenti matematici, Keplero aveva in mano le chiavi dei cieli e del tempo, e poteva fare ciò che nessun astronomo aveva mai fatto prima. Con penne, inchiostro e tempo sufficienti, era in grado di produrre mappe celesti che mostravano l'esatta posizione di tutte le stelle e i pianeti nel cielo notturno. E non soltanto per l'osservazione di quella stessa sera, ma per qualunque giorno della storia, per come sono visibili da qualsiasi luogo sulla faccia della Terra. Essendo un uomo religioso, Keplero applicò presto le sue equazioni al mistero della Stella di Betlemme, ed è quasi tragico che egli non abbia trovato i fenomeni trattati in questo sito, poiché si impegnò molto duramente nella sua ricerca della Stella, pubblicando anche qualcosa sull'argomento (3). Sarebbe stato molto contento di vedere ciò che voi vedrete, ma Keplero lavorava su una comprensione della storia del primo secolo difettosa, la quale lo mise fuori strada.

Il primo tassello del puzzle della Stella, quindi, è il fatto che, grazie a Keplero, noi oggi abbiamo la capacità di localizzare oggetti celesti con grande precisione in qualunque momento della storia e da qualunque punto di osservazione. Per esempio, possiamo calcolare come appariva il cielo di Gerusalemme circa duemila anni fa. Ma questo solleva la questione delle date. In quali anni dovremmo scrutare il cielo?

La datazione della nascita di Cristo. La grande maggioranza degli antichi cronologi sosteneva che Cristo era nato nel 3 o nel 2 a.C. (4), mentre nessuno affermava che la sua nascita fosse avvenuta prima del 4 a.C. Come vedremo, avevano ragione gli antichi, ma al tempo di Keplero quella conoscenza, precedente e migliore, era stata messa da parte. Keplero e i suoi contemporanei erano giunti alla conclusione (come molti storici di oggi (5)) che Cristo era nato nel 4 a.C. Le ragioni di questo fraintendimento sono complesse e affascinanti, ma un fattore primario era dato dalla loro interpretazione degli scritti di uno storico ebreo dell'antichità, Giuseppe Flavio (37 d.C.-95 d.C.) (6).

La vita di Giuseppe fu piuttosto movimentata, tanto che può valere la pena, al proposito, fare una piccola divagazione (niente paura: andiamo nella giusta direzione!). Giuseppe nacque qualche anno dopo l'esecuzione di Cristo. Membro della setta ebraica dei farisei, assunse un certo rilievo politico intorno ai trent'anni. Nel 66 d.C. i romani, che a quel tempo occupavano la Giudea, furono istigati alla guerra da ciò che essi vedevano come una crescente arroganza e slealtà degli ebrei. Giuseppe schierò delle forze di difesa contro un nemico che ben presto assunse le proporzioni di un'ondata. Truppe romane, cavalli e armamenti da assedio si riversarono nella regione in numero semplicemente soverchiante, qualcosa di simile all'enorme spiegamento di forze dell'operazione 'Desert Storm' in Iraq nel 1990.

La resistenza si rivelò inutile. Giuseppe e un gruppo di 40 combattenti furono messi all'angolo dalle forze romane e si ritirarono in una grotta dove fecero un patto suicida per evitare la cattura (7). In quella spelonca morirono 38 uomini, ma Giuseppe e un altro miliziano cambiarono idea e furono fatti prigionieri. Un colpo di scena, ma ce n'è un altro ancora più forte: Giuseppe finì per guadagnare il favore di Vespasiano (9 d.C.- 79 d.C.), che a quel tempo comandava la spedizione romana in Giudea, e venne arruolato dai romani nell'azione bellica contro il suo stesso popolo. Infine, prestò servizio come interprete per il figlio di Vespasiano, Tito (39 d.C.-81 d.C.). Quest'ultimo aveva l'ordine di assediare Gerusalemme e distruggere il tempio ebraico, cosa che fece nel 70 d.C., in chiaro adempimento di una visione che il profeta ebreo Daniele aveva avuto 500 anni prima (8).

A guerra conclusa, Giuseppe non poté rimanere in Giudea: lo avrebbero assassinato a vista. I romani lo portarono a Roma, dove continuò la sua vita. Lì, sembra che abbia rivolto le sue attenzioni al riguadagnare il consenso dei suoi connazionali ebrei e, forse per ottenere la propria riabilitazione, scrisse approfondite storie del popolo ebreo e del passato. Queste storie forniscono indicazioni importanti nella ricerca della Stella: in una delle sue opere, Antichità giudaiche, Giuseppe parla di Gesù, Giovanni il Battista e altri personaggi del Nuovo Testamento, compreso Erode, il re omicida del Vangelo di Matteo, capitolo 2.

La Bibbia riporta che Erode, venuto a sapere della nascita del Messia da astronomi che avevano visto la Stella di Betlemme, cercò di uccidere il bambino. Pertanto, è ovvio che la Bibbia attesti che Erode era in vita, alla nascita di Gesù. Ricordate che per Keplero ciò aveva importanza, in quanto gli storici del suo tempo deducevano, dalla storia scritta da Giuseppe, che Erode era morto nel 4 a.C. (9). Conseguentemente, Keplero presumeva che Cristo fosse nato prima di quella data, magari nel 5 a.C. o prima. Così, sono quelli gli anni nei quali esaminò i cieli alla ricerca della Stella. Ma, pur con l'ausilio delle leggi del moto planetario appena scoperte, egli non trovò i fenomeni che esamineremo qui. Scrutò i cieli negli anni sbagliati.

Ma le moderne conoscenze hanno approfondito la comprensione dei manoscritti di Giuseppe. La British Library di Londra e la American Library of Congress hanno condotto un recente studio dei più antichi manoscritti delle opere di Giuseppe che ha rivelato una sorpresa, la quale ci permette di puntare i nostri telescopi matematici meglio di quanto poté fare Keplero (10). Emerge che fu un errore di copiatura la causa primaria della confusione circa la data della morte di Erode: nel 1544 un tipografo, nel comporre il manoscritto di Giuseppe Antichità giudaiche, fece un po' di pasticci. Ogni singolo manoscritto di Giuseppe anteriore al 1544 conservato in queste biblioteche supporta la conclusione che Erode morì nell'anno 1 a.C., e questa data è confermata da eccellenti studiosi (11). Tenendo presente questo, e poiché Erode morì poco dopo la nascita di Cristo, la nostra investigazione si concentra nei cieli del 3 e del 2 a.C.

Ecco, dunque, il secondo elemento che ci consente di "trovare" oggi la Stella: sappiamo in quali anni dovremmo esaminare i cieli.

I computer. Un altro fattore giustifica il motivo per cui si può conoscere qualcosa di più sulla Stella oggi rispetto a molto tempo fa: i computer. Quando Keplero tracciava una mappa del cielo, doveva adoperare un bel po' di pennini e di inchiostro. Era una cosa laboriosa. E, una volta terminato i calcoli, aveva davanti a sé un'immagine del cielo fissa in un singolo istante. Se avesse scelto il giorno sbagliato per cercare la Stella, non avrebbe potuto trovare alcunché. Quindi, altri pennini e altro inchiostro. Ma, per un computer, le leggi di Keplero del Moto Planetario sono come un giochino. Le equazioni sono risolte quasi istantaneamente dai moderni software astronomici, accessibili a chiunque al prezzo di poche decine di euro (12).

Con i programmi che includono le equazioni di Keplero è possibile creare un modello dell'universo al computer. In qualche minuto si possono elaborare migliaia di mappe celesti che, prima dell'avvento dell'informatica, richiedevano un enorme lavoro. Possiamo animare l'universo in tempo reale, a qualunque velocità, facendo passare i mesi in pochi momenti, oppure facendo andare all'indietro l'orologio. E possiamo osservare il cielo esattamente come si muoveva sopra Gerusalemme duemila anni fa.

Guardando in alto prendendo in considerazione gli anni giusti scopriamo delle cose molto interessanti.

 > Le stelle e la Bibbia

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Quand'anche non professaste la fede cristiana o la fede ebraica, potreste sentirvi un po' a disagio nel cercare dei segni nelle stelle. Molta gente è giunta alla conclusione che non ci sia niente di vero nell'astrologia; oppure, se qualcosa c'è, è "qualcosa" con cui non vuole avere niente a che fare. Dunque, si sta forse facendo dell'astrologia, qui?

È una domanda lecita, alla quale rispondiamo: no, non è quello che stiamo facendo. L'astrologia sostiene che le stelle esercitino delle forze sulle persone; essa è (13)

"...una forma di divinazione basata sulla teoria che il movimento dei corpi celesti —le stelle, i pianeti, il sole e la luna— influenzi le vicende umane e determini il corso degli eventi."

Per contro, la Bibbia si riferisce ai corpi celesti come portatori di segni da parte dell'Onnipotente, ma proibisce l'adorazione di ciò che vediamo sopra di noi, o anche soltanto l'averne un'eccessiva considerazione. Ad esempio, nel Libro di Giobbe, capitolo 31, leggiamo:

26 se, contemplando il sole che risplendeva e la luna che avanzava splendente, 27 il mio cuore si è lasciato segretamente sedurre e la mia mano ha offerto loro un bacio, 28 allora anche questi sarebbero peccati da giudicare, poiché non sarei stato fedele a Dio che sta lassù.

L'Antico Testamento decreta addirittura la pena di morte per l'adorazione delle stelle (14).

Tuttavia, la Bibbia fa un sorprendente numero di riferimenti ai segni nel cielo. Sia l'Antico che il Nuovo Testamento presumono che ciò che avviene lassù abbia importanza. Se siamo interessati a seguire il consiglio della Bibbia, dobbiamo fare una chiara distinzione: l'astrologia afferma che le stelle sono la causa di eventi sulla Terra, mentre la Bibbia afferma che esse possono essere dei messaggi riguardo a eventi che accadono qui. Può essere utile fare un paragone con la distinzione "del termometro". Un termometro può dirci se fa caldo o se fa freddo, ma non produce il caldo o il freddo. C'è una grossa differenza tra un segno e un agente attivo, ed è questa la differenza tra ciò che sostiene l'astrologia e il pensiero della Bibbia.

Gli studiosi ritengono che il Libro di Giobbe sia il testo biblico più antico, scritto probabilmente prima del tempo di Abramo e della fondazione della nazione ebraica. È dunque interessante scoprire che questo antico libro parla con rispetto delle stelle e delle costellazioni, affermando che è stato Dio a collocarle lì dove si trovano, e facendo riferimento alle stesse costellazioni che conosciamo oggi. Se prendiamo in considerazione altre antiche opere letterarie, oltre alla Bibbia, pare di poter affermare che la 'configurazione' delle costellazioni e ciò che esse rappresentano risalgano a tempi anteriori ai più antichi testi esistenti di qualsiasi civiltà del passato (15).

Nel Libro di Giobbe, capitolo 9, il protagonista attribuisce a Dio la creazione delle stelle e delle costellazioni:

9 Egli è Colui che ha fatto l'Orsa [Ursa Major] e Orione, le Pleiadi e le costellazioni del sud.

E in Giobbe capitolo 38, Dio dice più o meno la stessa cosa. È Lui, non l'uomo, sovrano sul creato, in particolare le costellazioni:

31 "Puoi tu stringere i legami delle stupende Pleiadi? Puoi tu sciogliere le catene d'Orione? 32 Puoi tu far apparire le costellazioni nelle loro stagioni...

Altri autori biblici, in molti altri passi, affermano che è Dio ad avere disposto le stelle. Ad esempio, il Libro di Isaia dice, al capitolo 40:

26 Levate gli occhi in alto e guardate: Chi ha creato queste cose? Colui che fa uscire ad una ad una le schiere celesti, e le chiama ciascuna per nome. Per la sua onnipotenza e per il vigore della sua forza non ne manca una.

Colpiscono diversi passi scritti, su questo tema, da Davide, figlio di Iesse. Davide è una figura di spicco, nella Bibbia. Descritto come un valoroso guerriero, un riverito sovrano che, a sua volta, era profondamente riverente verso Dio; estremamente intelligente e meravigliosamente poetico, scrisse buona parte del Libro dei Salmi e alcuni dei più bei passi della Scrittura. Fra questi, il Salmo 19, in cui Davide magnifica l'opera di Dio nelle stelle. Ma non solo: egli ci dice che le stelle portano un messaggio. Osservate la scelta che fa dei verbi [evidenziata in corsivo]:

1 ...I cieli dichiarano la gloria di Dio; il firmamento proclama l'opera delle sue mani. 2 Giorno dopo giorno essi sgorgano parole; notte dopo notte essi mostrano conoscenza. 3 Non hanno linguaggio, né parole, e la loro voce non è udibile. 4 Il loro messaggio va per tutta la terra, le loro parole fino alle estremità del mondo...

Davide scelse verbo dopo verbo per dire che le stelle comunicano. Un passo affascinante. Ma non si tratta forse soltanto di poesia? Davide non sta forse parlando soltanto con un elegante simbolismo poetico?

L'apostolo Paolo non era di questo avviso.

Nella Lettera ai Romani, capitolo 10, Paolo fa questa domanda: gli ebrei del tempo di Cristo avevano udito che il Messia era venuto? E risponde affermando che certamente essi avevano udito, citando Davide per sostenere la sua opinione!

17 Conseguentemente, la fede viene dall'udire il messaggio, e il messaggio si ascolta attraverso la parola di Cristo. 18 Ma io chiedo: essi [gli ebrei] non hanno forse udito? Ma certo che hanno udito: "La loro voce è andata per tutta la terra, le loro parole fino alle estremità del mondo."

Notate la struttura dell'argomentazione di Paolo: l'apostolo sostiene che sia accaduto qualcosa nelle stelle che indicava agli ebrei del suo tempo che il Messia era venuto. Come vedremo, altrove anche l'apostolo Pietro fa con forza lo stesso ragionamento, che naturalmente non avrebbe alcun valore, a meno che sia davvero successo qualcosa nelle stelle. Il fatto che entrambi gli apostoli adottino questa linea di pensiero dimostra che essi stanno facendo la stessa ipotesi. Paolo e Pietro presumevano che i loro lettori fossero consapevoli dei fenomeni celesti associati a Cristo. La nostra ricerca ha lo scopo di determinare quali fossero tali fenomeni.

Per coloro che hanno riverenza per la Bibbia, abbiamo probabilmente visto abbastanza per essere a nostro agio riguardo al ricercare un significato nelle stelle. Non stiamo facendo qualcosa che la Bibbia condanna. Al contrario. C'è però un'altra autorità che può far sentire a proprio agio il cristiano più devoto circa il rivolgere lo sguardo verso l'oscurità del cielo: Gesù stesso. Nel Vangelo di Luca, capitolo 21, Gesù ci dice:

25 "Ci saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle..."

Dunque, biblicamente è lecito ricercare dei segni nelle stelle, ma sempre ricordando la distinzione "del termometro". Il Libro del Deuteronomio avverte, al capitolo 4:

19 ...quando guarderai verso il cielo e vedrai il sole, la luna e le stelle, tutto l'esercito celeste, non essere attirato a prostrarti davanti a loro e ad adorare quelle cose, che il SIGNORE tuo Dio ha assegnato a tutti i popoli sotto i cieli.

Svariate volte, nella storia biblica, il popolo ebreo ha ignorato questo avvertimento. Invece di guardare alle stelle per riconoscere dei segni, sono finiti oltre la linea proibita, ritenendo che le stelle influenzassero le vicende umane e cominciando ad adorare le cose create invece del Creatore. Nel Secondo Libro dei Re, capitolo 23, troviamo il re Giosia che guida un risveglio nella spiritualità degli ebrei e un ritorno ad adorare soltanto Dio. Una delle cose che Giosia dovette fare fu di togliere di mezzo oggetti legati all'astrologia che erano stati portati dentro il tempio stesso:

4 [Giosia] ordinò al sommo sacerdote Hilkiah, ai sacerdoti del secondo ordine e ai custodi della porta d'ingresso di togliere dal tempio del SIGNORE tutti gli oggetti fatti per...tutto l'esercito celeste, e li bruciò fuori di Gerusalemme...

Nella sostanza, per ciò che concerne la Bibbia e le stelle: possiamo guardare alle stelle per trovare segni da parte di Dio, ma non dobbiamo avere attitudini di riverenza verso di esse.

 > Le nove caratteristiche della stella di Cristo

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Ora siamo pronti a esaminare i requisiti che deve avere questa Stella. Basandoci sul racconto biblico di Matteo, che analizzeremo versetto per versetto, possiamo compilare una lista di nove qualità che devono essere presenti affinché un qualunque fenomeno celeste possa essere considerato la Stella di Betlemme della Bibbia. Se ne mancasse anche soltanto una, allora concluderemo di non avere individuato la nostra Stella. Tutti i versetti che seguono sono tratti dal Vangelo di Matteo capitolo 2.

1 Dopo che Gesù era nato in Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode,

Fin dall'inizio, vediamo quanto sia importante la data della morte di Erode nella nostra ricerca. Se questo re fosse morto nel 4 a.C., Cristo sarebbe dovuto nascere prima di quell'anno. Se, invece, l'anno della morte di Erode è stato l'1 a.C., come indicano le prove migliori, allora dobbiamo guardare agli anni 2 e 3 a.C.

1 (continuazione) dei magi dall'oriente arrivarono a Gerusalemme

Chi sono questi magi? La parola 'magi,' traducibile con 'saggi', è la radice da cui deriva la nostra parola 'magia'. Non tutti i magi, però, erano dei 'maghi' secondo la moderna accezione del termine. Alcuni di loro erano uomini eruditi che studiavano il mondo fisico ed erano ben informati su molte cose, comprese le stelle. Spesso, i magi erano degli astronomi di corte che i sovrani del tempo consultavano per essere guidati negli affari di stato. Era così anche in tempi più antichi: ad esempio, durante la cattività babilonese degli ebrei, circa 500 anni prima, il re Nabucodonosor, che aveva diversi magi di corte, nominò a capo di questi il profeta ebreo Daniele, il quale era stato in grado di interpretare un sogno, mentre i magi di corte non ne erano stati capaci (16).

C'erano magi di scuole diverse, alcuni stimati più di altri. Sappiamo qualcosa di una scuola di magi particolarmente prestigiosa grazie agli scritti di Filone, un filosofo ebreo contemporaneo di Gesù che viveva ad Alessandria d'Egitto, dove si trovava un'importante comunità ebraica. Filone, in una sua opera, lodava una scuola di magi orientale per la loro grande cultura e conoscenza del mondo naturale (17). È possibile che questa scuola provenisse dai magi babilonesi del tempo di Daniele. Matteo, in effetti, riporta che i saggi venivano dall'oriente: Babilonia si trova a est della Giudea e un tempo era stata parte dell'impero persiano, il che si ben collega con Filone. Perciò, è possibile che questi saggi fossero di tale prestigiosa scuola orientale, e questo spiegherebbe il fatto Erode li ricevette, nonché la sua reazione alla notizia che essi gli portarono.

2 e domandarono "Dov'è il re dei Giudei che è nato?

La domanda dei magi ci fornisce tre dei punti qualificanti della Stella nella nostra lista. Qualunque cosa sia accaduta in cielo stava a indicare 1) nascita, 2) regalità e 3) popolo ebreo. Inoltre, ci dà un indizio riguardo ai magi: avevano interesse verso le cose inerenti gli ebrei.

2 (continuazione) Abbiamo visto la sua stella in oriente e siamo venuti per adorarlo."

Dicendo "abbiamo visto la sua stella in oriente", questi uomini non intendevano "abbiamo visto la sua stella mentre eravamo in oriente". Il testo greco dice, qui, che la Stella era "en anatole", a significare che essi la videro sorgere a oriente. Questo è ciò che tutti i corpi celesti, tranne la Stella Polare, fanno a causa della rotazione della Terra. Ecco dunque un altro punto che qualifica la Stella: 4) deve sorgere a est come la maggior parte delle stelle.

Il motivo della venuta dei magi a Gerusalemme ci fa sapere un bel po' di più su di loro. Avevano intenzione di adorare un re del popolo ebreo. Non lo si può dimostrare dal testo, ma è piuttosto plausibile che qualcuno dei magi appartenesse a quella discendenza ebrea che risaliva ai tempi di Daniele. Ciò aiuterebbe a spiegare come mai il filosofo ebreo Filone li stimava, perché scrutavano il cielo alla ricerca di segni relativi al popolo d'Israele, perché desideravano adorare un re ebreo e perché furono presi tanto sul serio da Erode e dai capi dei sacerdoti. Se non fossero stati ebrei, allora devono essere stati dei magi davvero particolari, considerato il disdegno nutrito verso i pagani e le loro credenze dagli ebrei di quel tempo (18).

3 Udito questo, il re Erode fu turbato, e tutta Gerusalemme con lui.

Per capire meglio quanto grande fu il turbamento di Erode e dei cittadini di Gerusalemme alla notizia dei magi, dovete sapere alcune cose. Sappiamo dagli storici che, a quel tempo, la considerazione per le stelle e per la guida che si credeva esse potessero fornire era ai massimi livelli (19). Sia gli storici dell'antichità che la Bibbia affermano chiaramente che gli ebrei di quel periodo si aspettavano che sorgesse un nuovo leader del popolo, sulla base delle profezie del passato (20), ed era una cosa comunemente accettata che le stelle potessero annunciare un tale evento.

Per esempio, circa sessant'anni prima, nel 63 a.C., dei magi si presentarono al Senato di Roma e descrissero dei presagi celesti che indicavano la nascita di un nuovo leader. Evidentemente non contenti di questa notizia, i membri del Senato reagirono ordinando la morte dei piccoli che rientravano nella fascia d'età compatibile (21). Suona familiare, vero? Ne può conseguire che, ordinando il massacro dei bambini a Betlemme, Erode possa avere agito seguendo una sorta di precedente romano, precedente che potrebbe essere una ragione per cui gli abitanti di Gerusalemme furono turbati alla notizia portata dai magi. Forse realizzavano che i romani avrebbero potuto reagire con uno spargimento di sangue.

4 Radunati tutti i capi sacerdoti del popolo e i maestri della legge, domandò loro dove sarebbe dovuto nascere il Cristo. 5 "A Betlemme di Giudea," risposero, "poiché questo è ciò che scrisse il profeta: 6 "'Ma tu, Betlemme, nella terra di Giuda, non sei affatto la minima fra le città principali di Giuda; perché da te uscirà un capo che pascerà il mio popolo Israele.'"

Erode ritenne il messaggio dei magi un fatto assodato e consultò gli esperti di Israele circa il luogo della nascita. Il fatidico versetto del Libro di Michea, citato dagli esperti a Erode, ebbe presto come conseguenza la morte di molti piccoli a Betlemme.

7 Allora Erode, chiamati segretamente i magi, si fece dire con esattezza da loro il tempo in cui era apparsa la stella.

Altra caratteristica della Stella: 5) apparve in un tempo preciso. E, ancora, un altro punto qualificante: 6) Erode non sapeva quando era apparsa, ma se ne dovette informare.

8 Li inviò a Betlemme e disse "Andate e cercate con cura il bambino. Non appena lo avrete trovato, fatemelo sapere, così che anch'io possa venire ad adorarlo." 9 Dopo avere ascoltato il re, partirono, e la stella che avevano visto in oriente andava davanti a loro finché si fermò sul luogo in cui si trovava il bambino.

Ed ecco che abbiamo gli ultimi tre elementi qualificanti della Stella: 7) durò per un periodo di tempo considerevole, poiché i magi la videro, probabilmente da Babilonia, partirono per la Giudea e qui la rividero nuovamente. 8) Andò davanti a loro mentre erano in viaggio da Gerusalemme a Betlemme. Potreste non realizzare che ciò non significa che la Stella fosse necessaria per guidare i nostri viaggiatori a Betlemme. Questo villaggio era, ed è tuttora, a circa otto chilometri da Gerusalemme, sulla strada principale. I magi non potevano sbagliarsi. La Stella apparve davanti a loro mentre si dirigevano verso sud non tanto come una guida, quanto come un'ulteriore conferma dei segni che avevano visto. Infine, 9) la Stella si fermò! Ma può, una stella, fermarsi? Sì che può, come vedremo.

 > Che cos'era la Stella di Betlemme?

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Adesso sappiamo molto di questa Stella.

  1. Significava nascita.
  2. Significava regalità.
  3. Aveva a che fare con la nazione ebraica.
  4. Sorse a est, come altre stelle.
  5. Apparve in un tempo preciso.
  6. Erode non sapeva quando era apparsa.
  7. Durò per un certo periodo di tempo.
  8. Era davanti ai magi che andavano a sud, da Gerusalemme a Betlemme.
  9. Si fermò su Betlemme.

Conoscendo questi elementi distintivi, siamo ora in grado di escludere la maggior parte dei fenomeni astronomici che potrebbero essere qualificabili come la Stella. Ricordate che se dovesse mancare una sola delle nove caratteristiche bibliche della Stella, il fenomeno in esame, per quanto interessante, è improbabile che sia la Stella di Matteo (22).

Un meteorite? Un meteorite è un piccolo frammento di materiale o anche della polvere cosmica che entra nell'atmosfera terrestre ad altissima velocità e, a causa dell'enorme attrito dell'aria, diventa incandescente mentre i suoi strati più esterni si vaporizzano. Sebbene si tratti sovente di un oggetto fisicamente piccolo, una "stella cadente" può essere vista molto bene dalla Terra e potrebbe costituire uno spettacolare mezzo per portare un annuncio nei cieli. Un mezzo che, però, non passerebbe praticamente nessuno dei nove test. Il fatto più evidente è che le stelle cadenti non sorgono a est come le altre stelle, ma "saettano" attraverso il cielo. Dato che i meteoriti appaiono all'improvviso, una sola volta e per alcuni istanti, mentre si incendiano a contatto con l'atmosfera, non è pensabile che i magi potessero fare delle associazioni con la regalità, la nascita, gli ebrei, il luogo in cui il Messia doveva nascere e così via. Tutti i meteoriti non durano abbastanza a lungo per soddisfare i criteri biblici, pertanto è molto probabile che la Stella non fosse un meteorite.

Forse una cometa? Una cometa è un oggetto che ruota attorno al Sole con un'orbita molto ampia, della durata di molti anni. Forse la Cometa di Halley vi è familiare. Come molte comete, Halley è un blocco di ghiaccio e ha un diametro di alcuni chilometri. Impiega 75 anni e mezzo per compiere un'orbita completa attorno al Sole e, come tutte le comete, può essere facilmente seguita con le equazioni kepleriane. Le comete sorgono a est e durano per un certo periodo di tempo, ma diversi problemi ostacolano l'ipotesi che si tratti di una cometa.

Il primo problema è di ordine sociologico. A quel tempo (e fino a Medioevo inoltrato), le comete erano considerate presagio di rovina e distruzione, proprio l'opposto di buone notizie. Ciò era dovuto in parte al loro comportamento, che gli antichi percepivano come qualcosa che irrompeva nel cielo ignorando il movimento meccanico estremamente ordinato e ripetitivo degli astri. L'Onnipotente avrebbe anche potuto scegliere di usare, per indicare la nascita di Cristo, un segno inquietante. Possiamo presumere che Egli possa fare qualunque cosa voglia. Ma se lo scopo della Stella era quello di comunicare qualcosa di gioioso agli uomini, una cometa sembra essere una scelta improbabile.

Un problema più grande è che non pare vi siano state delle comete nel 3 o nel 2 a.C. Diverse civiltà, in particolare quella cinese, conservavano dei registri di fenomeni simili, che sono giunti fino a noi e attestano che non sono state registrate comete in quegli anni.

Infine, le comete sono oggetti che chiunque avrebbe potuto vedere. Erode non avrebbe avuto bisogno di chiedere ai magi quando fosse apparsa una cosa del genere. La Stella della Bibbia è molto probabile che non fosse una cometa.

Che dire di una nova? Una nova è una stella che esplode. Appare all'improvviso in un dato momento, dura per un certo tempo, sorge a est come altri astri e può essere spettacolare. Tuttavia, secondo gli antichi registri non ne sono apparse in quel periodo.

Anche una nova, come le comete, è un oggetto ben visibile. Chi è stato in località di alta montagna, oppure nel deserto, lontano dalla luce artificiale moderna (che gli astronomi definiscono "inquinamento luminoso"), si sarà di certo meravigliato per quanto si possa vedere il cielo molto più chiaramente, in quelle condizioni. A Gerusalemme, a meno che ci fosse brutto tempo, era così tutte le notti e la gente comune era ben più familiare con l'aspetto del cielo notturno di quanto lo siamo noi. Se fosse apparsa improvvisamente una nova, lo avrebbero saputo pressoché tutti. Erode non avrebbe avuto bisogno di domandare ai magi quando era apparsa. Dunque, se la Stella fu un evento astronomico reale, molto probabilmente non era una nova.

Cosa rimane? Se la Stella non fu uno degli spettacolari corpi celesti che abbiamo esaminato, cosa rimane? La sesta caratteristica - Erode dovette informarsi su quando la Stella era apparsa - è un indizio molto forte. Chiunque può alzare lo sguardo verso l'alto e vedere pianeti e stelle: questa è la natura delle cose che si vedono nel cielo. Ma sembra proprio che si potesse guardare la Stella senza realizzarlo. Erode non ne sapeva nulla; ci vollero i magi per spiegarla. Ma, una volta che essa fu fatta notare, tutta Gerusalemme andò in fermento ed Erode iniziò a concepire il suo piano omicida. Una ragionevole ipotesi è che la Stella doveva essere un qualcosa del normale cielo notturno che, nel momento in cui veniva spiegato, diventava un qualcosa di impressionante.

Ma successe qualcosa di interessante, nei normali cieli notturni sopra il Medio Oriente nel 3 o nel 2 a.C.?

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Segue... La danza delle stelle