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Domande frequenti

> Questi eventi possono ripetersi?

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L’universo e il nostro Sistema Solare sono governati da leggi matematiche che sono state comprese fin dagli inizi del '600, quando cioè Keplero definì le tre leggi del moto planetario, poi affinate da Newton. Oggi noi sappiamo che il Sistema Solare si muove con una impressionante regolarità, come un immenso orologio. Per questo motivo molto di ciò che vediamo sopra le nostre teste può essere predetto piuttosto esattamente. Il Sole, dopotutto, sorge continuamente, ma ciò non significa che gli eventi connessi alla Stella, benché matematicamente prevedibili, possano ripresentarsi più volte, in futuro.

La Stella di Cristo, descritta nel Vangelo di Matteo, si ricollega con precisione a fenomeni celesti che sappiamo essersi verificati tra il 2 e il 3 a.C., ma si tratta di qualcosa che ha a che fare con una serie di eventi, dove entrano in gioco le probabilità statistiche. Certamente, ciascuno degli eventi può ben ripetersi, qualcuno più frequentemente, ma qualcun altro soltanto una volta in centinaia di anni. Quando mettiamo questi eventi tutti insieme, la probabilità che si verifichino tutti nel giusto ordine affinché si ripeta la successione degli eventi del 2 e del 3 a.C. è pressoché nulla. Stella a parte, questa completa serie di eventi non è mai accaduta da che l’uomo osserva il cielo, e non si verificherà nuovamente in quest’ordine in qualsiasi spazio di tempo che possa avere un significato per noi. Ciò che potrebbe accadere tra diecimila o tra un milione di anni ha poca importanza, per noi.

Ma, più di ogni altra cosa, questi fenomeni celesti hanno a che fare con eventi accaduti sulla Terra, e proprio qui sta il nocciolo della questione. Questa improbabile serie di eventi nel cielo si ricollega perfettamente alla nascita e alla morte di un uomo che sosteneva di essere il Messia, il Salvatore del genere umano. La probabilità che tutto ciò possa ripetersi è nulla.

> Tutto questo è davvero una novità?

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Sì, ed è per questa ragione che questa storia è importante. Spesso la conoscenza avanza a piccoli passi, ma talvolta la nostra comprensione delle cose fa dei balzi in avanti. In questo caso, accadono entrambe le cose. Certamente, i fatti sono vecchi di duemila anni, ma ora vengono ad assumere dei contorni nuovi e sorprendenti.

Qualsiasi ricercatore onesto afferma di poggiare sulle spalle di coloro che lo hanno preceduto. La nostra ricerca sulla Stella è costruita sul lavoro di Keplero, Newton, Sinnott, Hoehner, Finegan, Martin, Humphreys, Waddington e numerosi altri, le cui scoperte, considerate nel loro insieme, sono ancor più notevoli e ci consentono di dare forma a una nuova e più completa storia della Stella.

Ma, oltre ad assemblare delle prove scoperte da altri, questo lavoro e il DVD sono basati su una intuizione totalmente nuova, per la quale la Stella di Betlemme è parte di un poema celestiale che ha inizio con il concepimento e la nascita di Cristo e termina con un grande dramma il giorno della crocifissione. Ed è questa novità che rende la storia emotivamente ed intellettualmente avvincente.

> La sequenza temporale della Stella è in conflitto con il Segno di Giona?

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Niente affatto. Ma vediamo di focalizzare meglio la questione.

Gesù disse:

"Questa generazione malvagia e adultera chiede un segno, ma nessun segno le sarà dato, tranne il segno del profeta Giona. Poiché, come Giona stette nel ventre del grande pesce tre giorni e tre notti, così il Figlio dell’uomo starà nel cuore della terra tre giorni e tre notti." (Matteo 12.39,40 NR).

La sequenza temporale della Stella segue l'interpretazione convenzionale, secondo la quale Gesù fu ucciso di venerdì e risorse dai morti la domenica successive. come può trattarsi, dunque, di "tre giorni e tre notti" nella terra?

È la differenza tra la nostra cultura moderna e quella del tempo di Cristo che fa sorgere tale quesito. Gesù fu senz’altro una persona insolita; tuttavia era pur sempre un uomo in carne e ossa cresciuto in una cultura mediorientale di duemila anni fa. Nacque ebreo e visse, pensò e parlò con espressioni radicate nel suo tempo, nella sua terra e nella sua cultura. Per questi motivi il suo insegnamento è così tanto impregnato di cose familiari all’esperienza delle persone che vivevano intorno a lui. Gesù parlava in modo appropriato a chi lo ascoltava.

Nella lingua ebraica del tempo di Cristo, e ancor prima, la frase "un giorno e una notte" poteva essere usata per riferirsi a qualsiasi porzione di quello che per noi, oggi, è un giorno di 24 ore. Abbiamo esempi di questo sia nell'Antico che nel Nuovo Testamento della Bibbia.

Prendiamo, ad esempio, la situazione in cui venne a trovarsi Ester, come la riporta l’Antico Testamento. Gli ebrei (il suo popolo) vivevano sottomessi a un potente sovrano straniero, il quale, a causa di intrighi di corte, venne persuaso a spazzare via dal suo regno tutti gli ebrei. Ester faceva parte dell'harem del re e aveva guadagnato il suo favore, ma questi non sapeva che lei fosse di discendenza ebraica. A una ragazza dell’harem non era consentito di avvicinarsi al re senza essere stata chiamata; ora, però, il popolo di Ester stava per essere massacrato, e lei, ben sapendo che avrebbe anche potuto essere uccisa, decise di andare dal re per supplicarlo in favore degli ebrei. Prima di farlo, chiese al suo popolo di sostenerla spiritualmente, dicendo al suo padre adottivo:

"Va’, raduna tutti i Giudei che si trovano a Susa, e digiunate per me, state senza mangiare e senza bere per tre giorni, notte e giorno. Anch’io con le mie ancelle digiunerò allo stesso modo; e dopo entrerò dal re, sebbene ciò sia contro la legge; e se io debbo perire, che io perisca! " (Ester 4.16, NR)

Notiamo che Ester usò l’espressione "tre giorni, notte e giorno." La storia continua:

Il terzo giorno, Ester si mise la veste reale e si presentò nel cortile interno della casa del re, di fronte all’appartamento del re. Il re era seduto sul trono reale nella reggia, di fronte all’entrata. (Ester 5.1, NR)

Chiese alla sua gente di digiunare per tre giorni, cosa che lei stessa si impegnò a fare. Ma non per 72 ore, come noi moderni interpreteremmo: infatti, si presentò al re il terzo giorno, dimostrando così di considerare una porzione del terzo giorno come un giorno, a conferma di ciò che il detto ebraico intende (la storia, per Ester e il suo popolo, è a lieto fine).

Nell’Antico Testamento si possono trovare altri esempi, al riguardo. Ma andiamo direttamente al Nuovo Testamento. Anche Gesù usò questa espressione, come abbiamo visto, riferendosi al suo rimanere nella terra per tre giorni e tre notti. Ai suoi discepoli, inoltre, disse:

..."Il Figlio dell’Uomo sta per essere dato nelle mani degli uomini; essi lo uccideranno e il terzo giorno risusciterà." Ed essi ne furono molto rattristati. (Matteo 17.22,23 NR)

Gesù li avverte che risusciterà il terzo giorno, non il quarto, considerando un “giorno” una parte di un moderno giorno di 24 ore. Tenendo presenti le differenze culturali, spesso i problemi di comprensione della Bibbia scompaiono.

> La nascita di Gesù venne annunciata a pastori che si trovavano nei campi con le loro greggi. Questo circoscrive l’annuncio a una particolare stagione dell’anno?

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Non necessariamente. Nel medio oriente mediterraneo si possono trovare greggi al pascolo praticamente in qualunque momento dell’anno, tempo permettendo. La cronologia della Stella implica che la nascita di Gesù avvenne in settembre o in giugno, e in entrambi questi mesi è plausibile che ci siano greggi nei campi. A Betlemme, la temperatura media diurna di settembre è intorno ai 25° centigradi, mentre la minima si aggira sui 15° nelle prime ore del mattino. Con simili temperature, è normale che le greggi possano stare fuori. Giugno, naturalmente, è più caldo. Ma anche nel cuore dell’inverno, a un’altitudine di circa 800 metri, è raro che geli, a Betlemme.

> Gesù non aveva 33 anni, quando morì?

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Se Gesù nacque nel giugno del 2 a.C., la cronologia della Stella si accorda con questa interpretazione tradizionale, visto che non esiste l’anno 0 a.C. Ma non vi è nulla, nella Bibbia, che porti alla conclusione che Gesù morì a 33 anni. Questa età è riportata da una tradizione che molti di noi hanno sentito ripetere per anni, un po’ come per le scene della natività che abbiamo avuto modo di vedere in rappresentazioni natalizie, e che includono i Magi che rendono omaggio a Gesù presso la mangiatoia in cui nacque. Nella realtà, i Magi non fecero visita a Gesù alla mangiatoia e può ben essere che Cristo non avesse 33 anni quando morì (secondo la Bibbia, i Magi arrivarono da Gesù quando già era un bambino di qualche mese che viveva in una casa).

L’origine della tradizione dell’età di 33 anni deriva probabilmente da una approssimativa lettura del resoconto del vangelo di Luca, il quale era un medico greco ed era estremamente accurato. Infatti, più di un critico è rimasto impressionato, allorché le descrizioni degli eventi e i titoli dei governanti, per come sono riportati da Luca, si sono rivelati assolutamente, seppur inaspettatamente, corretti. L’evangelista ci dice che Gesù iniziò il suo ministero quando aveva "all’incirca" trent’anni, e questo, unitamente alle tre Pasque annuali riportate da Giovanni nel suo vangelo, ha probabilmente portato alla conclusione che Gesù morì quando aveva 33 anni. Luca, però, non ha mai affermato che Gesù avesse proprio trent’anni, all’inizio del suo ministero. L’ipotesi che Gesù avesse trent’anni non è che questo: un’ipotesi. E Luca si è premurato di non adottarla.

> Si possono usare software di astronomia per osservare i cieli del futuro? È possibile vedere segni astronomici del ritorno di Cristo?

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Le leggi del moto planetario si applicano allo stesso modo ai cieli del passato, del presente e del futuro, cosicché è possibile predire con esattezza eventi che saranno visibili nel cielo in futuro. Ma ciò non significa che, attraverso l’astronomia, possiamo prevedere il giorno del ritorno di Cristo, il quale disse di non potere lui stesso sapere il momento preciso del suo ritorno, dato che soltanto il Padre lo conosce. Possiamo, però, riconoscere la "stagione" del suo ritorno, e l’astronomia potrebbe svelarci dei segni distintivi di quella stagione.

Attualmente, il Progetto Stella non contempla insegnamenti riguardo a eventi futuri, ma questo potrebbe anche cambiare. Peraltro, non c’è nulla che possa impedirvi di condurre una vostra ricerca facendo uso di un software astronomico e degli indizi che la Bibbia fornisce.

> Si può provare l’esistenza di Dio

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Sì, se è possibile essere d’accordo su ciò che può costituirne la prova. Stabilire un’intesa comune, riguardo a ciò che costituisce una prova, è un primo passo critico, ma nessuno può essere obbligato a credere qualcosa che non sceglie di credere.

Alcuni credono che se la Bibbia fornisce delle informazioni riguardo a un evento, come nel caso della Stella, e queste informazioni si dimostrano precise, ciò costituisce una prova dell’accuratezza della Bibbia. Altri partono dal presupposto che la Bibbia non sia accurata e, per questo, non accetteranno nulla come prova della sua accuratezza. C’è chi è convinto che Elvis Presley non sia morto, e c’è chi ritiene che non ci sia mai stato lo sterminio degli ebrei da parte dei nazisti. Costoro non ammetteranno mai nulla come evidenza che si contrappone alle loro opinioni, nemmeno delle fotografie.

Se, per dimostrare e provare l’esistenza di Dio, si adottano dei parametri comparabili a quelli che si usano nella vita di tutti i giorni, la sua esistenza è ovvia per la maggior parte della gente. È per questo che pressoché tutto il genere umano crede che Dio esiste. L’esistenza di Dio è negata principalmente da persone che si sono determinate a respingere le prove comunemente accettate.

> Alcuni ritengono che Cristo sia morto in un giorno diverso dal venerdì. Come si conciliano i segni riguardanti la Stella con questa posizione?

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Menti eccelse hanno discusso sulla morte di Cristo di venerdì e, mentre al riguardo c’è un consistente accordo, esistono anche forti opinioni di minoranza, le quali sono solitamente basate sul Segno di Giona, il calendario delle festività ebraiche e/o il sabato. Alcuni sostengono che Cristo morì di mercoledì; altri che morì di giovedì. Questi punti di vista si basano su oneste analisi e non vanno scartati con leggerezza

Tuttavia, ciò che accadde nel cielo non può essere adattato per conciliare le discussioni o i ragionamenti teologici. Gli eventi celesti sono fatti puri e semplici e non possono essere spostati di un giorno o due. L’eclissi lunare menzionata da Gioele e da Pietro non avvenne di mercoledì o di giovedì, ma ebbe luogo di venerdì.

Un’ovvia soluzione a questo conflitto è quella di ignorare gli eventi celesti in favore della propria analisi preferita. L’altra è quella di riconsiderare la propria opinione per includervi ciò che accadde nel cielo.

Segnaliamo due eccellenti ed equilibrate fonti (in inglese) a cui potranno attingere coloro che desiderano approfondire riguardo al giorno della settimana in cui Cristo morì:

The Handbook of Biblical Chronology, Jack Finegan (Revised Edition; Peabody, Mass.: Hendrickson Publishers, 1998) ISBN 1-56563-143-9.

Chronological Aspects of the Life of Christ, Harold W. Hoehner (Grand Rapids: Academie Books, 1977) ISBN 0-310-26211-9.

> Cosa fu a causare l’oscurità a mezzogiorno nel giorno della crocifissione?

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L’oscurità non fu determinata da una normale eclissi solare, la quale non può avere luogo nel giorno di un’eclissi di luna, dal momento che il Sole e la Luna sono contrapposti, rispetto alla Terra. Un’eclissi lunare è l’ombra della Terra vista dalla Luna.

Qui di seguito elenchiamo alcuni interessanti indizi che supportano i movimenti tettonici come causa dell’oscurità a mezzogiorno.

Quindi, una possibile spiegazione dell’oscurità è data da uno strato di ceneri vulcaniche, che ben si accorda con gli indizi che ci vengono dai fatti. Tuttavia, fintanto che non sarà prodotta una prova storica di un’eruzione, il vulcanismo resta un’interessante ipotesi, ma non ancora pronta per avere un forte seguito.

> Come avrebbe potuto, un pianeta o una stella, guidare i Magi a una casa specifica?

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Oggetti che si trovano a distanze astronomiche non possono indicare letteralmente o illuminare in modo selettivo una casa specifica. Tuttavia, la Bibbia non dice che la Stella fece dirigere i Magi verso una casa specifica. Si tratta di un concetto che è stato aggiunto alla semplice narrazione biblica.

> Come hanno potuto, i Magi, vedere la Vergine mentre era avvolta nel Sole?

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Le costellazioni non sono visibili durante le ore diurne, ma poiché i movimenti degli oggetti celesti sono regolari chi studia le stelle può sapere dove questi oggetti sono posizionati. Anche durante le ore del giorno. La luna nuova era già visibile.

> Le stelle indicano la fine o la trasformazione del mondo nel 2012?

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Si parla molto, su internet e a livello popolare, circa il fatto che l’anno 2012 avrà un significato speciale. Tutto si basa principalmente sul calendario dei maya detto del Lungo computo, che si suppone avrà termine nel dicembre 2012. Su questa data convergono anche diverse altre linee di pensiero e argomentazioni bizzarre.

Dal punto di vista astronomico, il 21 dicembre 2012 il solstizio d’inverno avrà luogo là dove la traiettoria del Sole (l’ellittica) incrocia l’equatore della Via Lattea (l’equatore galattico). Naturalmente, le traiettorie dell’ellittica e dell’equatore galattico si incrociano sempre e il solstizio d’inverno cade spesso nelle vicinanze di questo punto d’incontro. È difficile vedere significati particolari in questo, ma l’immaginazione di molta gente può esserne alimentata.

> Quale software di astronomia usa?

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Per la realizzazione del DVD è stato usato ‘Starry Night Pro’, ma qualunque software matematicamente accurato dovrebbe riprodurre gli stessi risultati. Alcuni programmi sono gratuiti, o quasi, come ‘Stellarium’ e ‘Celestia’. Le versioni di ‘Starry Night’ si possono aggiornare, in modo che si può iniziare con un programma base per poi passare a una versione superiore se lo si desidera.

> Errata corrige

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Nel DVD si afferma che Daniele non tornò più a casa. Non è esatto, benché ininfluente rispetto al discorso. Si veda Esdra 8:2. Il fatto è che Daniele era un capo dei magi sotto Nabucodonosor e questa sua alta carica, sommata alla presenza dei deportati ebrei a Babilonia, creò in oriente un focolare di tradizione ebraica che può avere influenzato i Magi.